Giornata bellissimissima, prendiamo il bus per andare in questa cittadina della Castiglia-Leòn e ci mettiamo circa un'ora e mezza. L'impatto è da subito positivo, perchè appena scesi alla stazione dei bus, siamo subito nel centro storico, e dopo pochi passi vediamo già l'acquedotto, il monumento-opera più famoso di Segovia e simbolo della città.
L'acquedotto è decisamente imponente e passa in mezzo alla città: alla faccia.
Davvero-davvero niente male; in un ufficio del turismo organizzatissimo prendiamo una mappa della città, e il tizio dietro al bancone ci segna le cose più importanti da vedere, suggerendoci anche percorsi di andata e ritorno diversi per vedere più cose, apperò che gentile.
La via centrale che porta alla cattedrale è carina, piena di negozietti -vabbè ovvio- turistici e ristorantini più o meno tipici, e si arriva in plaza Mayor, al lato della grande cattedrale: fuori bellissima, dentro pure. Stile gotico, ma colore giallo: molto particolare, di solito sono abituato a cattedrali gotiche prevalentemente bianche o grigie, questa così gialla sa molto di moresco, arabo e cose così; d'altronde quasi tutti i palazzi nel centro storico hanno le facciate decorate con arabeschi.
L'interno della cattedrale è molto bello, le volte e gli archi sono spettacolari, sullo stile tardo gotico fiammeggiante: non è ricca come quella di Toledo, ma fa la sua figura eccome. Il campanile è imponente e si può anche visitare fino alla cima, ma che diavolo, sono già le 2 s'è fatta 'na certa, come si dice...e poi famissima.
Il piatto tipico di Segovia è il Cochinillo, un maialino da latte arrosto, ma ammazza quanto costa. Noi poveracci cerchiamo qualcosa più a buon mercato e finiamo in un posticino che ci schiaffa sul tavolo un tegamino pieno di patate con due uova fritte e del jamon serrano sopra: fantastico.
Belli soddisfatti e con la pancia piena ci avviamo con tuuutta calma verso l'Alcazar (il castello), che domina la città dall'alto, un po da lontano. Mmmh, tutto sommato la visita al castello non mi entusiasma, però si può anche solamente salire sulla torre, per cui decido di fare quello; molti desistono, dal momento che all'entrata della torre c'è un minaccioso cartello con scritto "Attenzione: 192 scalini"...pfff, sai che roba, me li mangio sti 192 pippini.
Io e il mio fiatone arriviamo in cima mano nella mano, ma la vista è stupenderrima: si vede da una parte tutta la città con la cattedrale enorme in mezzo, e dall'altra tutto l'altopiano circostante, e le montagne innevate sullo sfondo.
Wow.
Ecco due euro spesi bene.
Tappa bar, tappa siesta al sole e tappa bagno; torniamo lentissimamente indietro passando per le mura che circondano la città, giusto per compare un braccialettino tutti uguale (yeeeee!) e per fare ancora qualche foto dall'acquedotto al tramonto, ripeto bellissimo.
Qualcosa del genere:
In mezzo a tutto sto mix di persone e culture, mentre camminavo per le strade del centro storico mi è venuta in mente questa canzone, un po' balcanica e orientaleggiante, che fa parte della colonna sonora di un film tra l'altro:
Torniamo a Madrid al calar delle tenebre, e dopo qualche tapas e una caraffa di sangria in un locale carino, le nostre parole farebbero rabbrividire non solo qualunque studente erasmus, ma qualunque persona sotto i cinquant'anni che si trovi il sabato sera a Madrid:
casa, doccia, tisanina, ibuprofene e copertina.

Uhhh sì a Segovia sono stato, un weekend, Acueducto espectacular anche by night. Ricordo che ero addiruttura salito ad uno dei suoi due lati per toccare con mano la pietra e fare foto dall'alto, pur soffrendo un po' di vertigini è stata un'esperienza memorabile... E nell stesso weekend sono stato pure in un sito che ti consiglio di visitare se non lo hai già fatto. E' nei pressi di Segovia, poco fuori a circa 15 km, al Palacio Real de la Granja de San Ildefonso. Me encantò.
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