mercoledì 18 marzo 2015

Tasto destro -> svuota cestino

Certo che sta cosa della spazzatura dev'essere proprio una cosa complicatissima.
Cioè possibile che non solo ogni paese ha le sue regole diverse dalle altre, ma pure all'interno di ogni città, di ogni quartiere, di ogni stradina e di ogni palazzo le regole siano diverse le une dalle altre?
Tipo matriosca.
Per esempio, nel palazzo dove ero prima, dallo stadio Bernabeu, la basura si lasciava fuori dalla porta
dell'appartamento dalle 18 alle 19.30, che passava il portinaio a prenderla: differenziata o no non si è mai capito bene: il vetro ok, facile, facevamo un coso a parte; carta e plastica insieme, chissà perchè, e poi tutto il resto. Ma che è? Risposta secca della mia simpaticissima e precedente coinquilina
'Qui facciamo così, se vuoi fare diversamente puoi fare i tuoi sacchettini e poi metterli
di fianco ai nostri. E' arrivato coso, è arrivato.'
Ok, e per pulire per terra posso usare la scopa che hai infilata su per il culo? Eddai, su.
Vabbè comunque girava così, e per strada c'era solamente qualche cestino appeso ai pali della luce, di quelli piccoli.

Qui in centro invece non è che abbiamo capito bene come fare di preciso preciso, ma praticamente di giorno non esistono cassonetti in giro; al calar delle tenebre si materializza più o meno  misteriosamente un cassonettino stretto e lungo, tipo quelli piccolini della carta per intenderci.
Ora: in un cassonetto piccolo così ci stanno sì e no tre o quattro sacchi della rimenta impilati uno sull'altro, ma....ehi, ultime notizie: il nostro palazzo ha almeno 10 appartamenti, e in ognuno c'è almeno un sacchetto della rimenta al giorno, praticamente.
Che poi io lo so come funziona: funziona che ci sono le vecchiette del palazzo appostate sul balcone, che tengono d'occhio il momento esatto in cui appare il cassonetto, presumibilmente intorno alle 18, 18.30, e ZAC! in un lampo lo riempono subito, con un ghigno di soddisfazione, ci giuro.
'Oh, anche oggi abbiamo intasato qualcosa. Missione compiuta.', e si danno il cinque, scommetto.
Risultato: quando torno a casa tutte le sere verso le 20, trovo sistematicamente il cassonetto già strapieno. Maccheccacchio!
Oltretutto non c'è una campana del vetro nel raggio tipo di 800 chilometri, quindi le nostre belle bottiglie messe tutte da parte ci tocca metterle ogni tanto una o due in qualche sacchetto, che tatticona.

Vabbè insomma la morale è che quando scoppierà la rivoluzione e ci toccherà fare le barricate con i cassonetti in strada, noi sfigati di calle Moratin avremo un cassonettino della carta in 120 per ripararci, ma ci faremo furbi e useremo le vecchiette come barricate.
Abbelle, la ruota gira.

Nella foto di oggi, vediamo un bizzarro alberello burlone al parco del Retiro che spia da dietro una siepe due turiste. Guarda che non sei piccolo eh, ti vedono.



Ieri comunque era San Patrizio, che poi è solo una scusa per bere birra più del solito, ma va bene eh, ci manca. Per cui ci sentiamo un'altra canzone dei Pogues, ye ye!


Tornando a casa c'era anche una ragazza in metro che suonava musiche irlandesi col violino, molto brava.
Devo imparare a suonare il violino, accidenti.

1 commento:

  1. "..sta cosa della spazzatura dev'essere proprio una cosa complicatissima.
    Cioè possibile che non solo ogni paese ha le sue regole diverse dalle altre, ma pure all'interno di ogni città, di ogni quartiere, di ogni stradina e di ogni palazzo le regole siano diverse le une dalle altre?"

    Si, questo è quello che ci dobbiamo sorbire dopo aver lasciato in mano a emeriti incompetenti raccomandati le leve del potere decisionale anche solo nei comuni...
    Gente che non è neppure buona a copiare...!!!

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