sabato 28 febbraio 2015

Bulldog

-Visto che in tutte le guide di Madrid di tutto il mondo il tour dello stadio Bernabeu è inserito come una delle cose assolutamente da fare
-Visto che è un mese che vivo davanti al suddetto stadio
-Visto che ci passo davanti tutte le mattine e tutte le sere
-Visto che un po' sono incuriosito
-Visto che la mia ultima mattina in questa zona,

decido di andare a fare sto benedetto tour.
A parte che con diciannove euro potevo fare taaante altre cose, è comunque un bel sabato mattina di sole, almeno la vista del terreno di gioco dall'altro è di un bel verde luminoso, fa piacere.
Il museo è una continua e incessante esaltazione del Real - Genio, cosa ti aspettavi allo stadio del Real ?
Ok ok, ma per uno che non è troppo avvezzo a ciò, tutto il tour ha un sapore orwelliano di lavaggio del cervello.
Le coppe sono belle, gli spogliatoi (ora la dico grossa, attenzione) sono quasi (quasi eh, non vi allarmate) come quelli della Santostefanese FC, squadrona-catenaccio in cui ho militato in gioventù, solamente un po' fatti meglio e con la foto del giocatore sull'armadietto.
Il magnifico fotomontaggio che ti fanno obbligatoriamente a metà percorso con uno dei giocatori del Real si paga, se si vuole, all'uscita ben 10 sacchi...mah, mah. Vabbè dai, anche questa è fatta.

Ecco una vista da un corner:



Invece poi tornato a casa ho radunato tutte le mie cose, e ho scoperto che sono almeno raddoppiate, perchè la valigia non si chiudeva praticamente più e ha assunto quasi una forma sferica talmente era piena, e in più avevo oltre allo zaino, una di quelle borse blu dell'ikea piena zeppa di roba.
Ma com'è possibile?
E' evidente che le mie cose hanno assorbito umidità e sono raddoppiate di volume.
Oppure ho comprato un sacco di stupidate in sto mese.
Beh comunque ho detto ciao ciao alla mia stanzetta, e mi sono spostato davanti al Prado in un appartamento muy muy precioso, davvero carino; alla sera uscita in centro...cammina cammina, si finisce nella zona di Chueca, molto carina ma....ehi, aspetta un attimo.
Andate a controllare su wikipedia.

Siamo entrati in un locale che si chiama Bulldog, e del quale la canzone sottostante è la migliore descrizione che posso dare.



Bevuto una birra in fretta, dritti a casa a guardare art attack alle 2 di notte in espanol.
Proviamo sto materasso nuovo va!


venerdì 27 febbraio 2015

Atardecer

Come dicevo ieri, oggi è l'ultimo giorno in questo appartamento; ciò vuol dire che è passato già un mese, anche se mi sembra siano passate sì e no due settimane a dir tanto.
Il giudizio su questo appartamento e sulla zona lo farò naturalmente dopo averlo confrontato con quello in cui mi sposterò domani; di sicuro per andare al lavoro, questo è più vicino, l'altro è in centro, quindi penso che la zona sarà più bella e viva.
Mah; comunque devo ancora fare valigia e tutto il resto.

Ad ogni modo, oggi ho approfittato del pomeriggio libero per andare in centro a fare una passeggiata, cosa che incredibilmente non accadeva da due settimana, tra una cosa e l'altra; la giornata era bellissima, così ho deciso di andare a vedere il panorama della città da punto panoramico di Plaza de Cibeles, al fondo della Gran Via, e dopo aver girovagato per alcune belle viuzze della zona di Atocha, arrivo a comprare il biglietto per salire al Mirador giusto giusto per il tramonto, oh yes.
L'edificio dove si deve salire è il Palacio de Comunicaciones, che ho scoperto poi essere la sede del Comune di Madrid; dentro è bellissimo, a parte l'installazione di arte contemporanea di pozzanghere su ruote (davvero, nell'atrio centrale ci sono delle specie di porzioni quadrate di selciato infossate nel centro e con l'acqua dentro, montate su rotelline: come dicevo, pozzanghere su ruote, mah).
Vabbè vabbè sempre lì a criticare: muoviti che fra un po' chiude e tu hai pagato due euro di biglietto per niente.
Su su su, arrivato in cima effettivamente la vista è bellissima, poi con la giornata e il cielo che c'erano oggi, ancora di più.
La cosa bella di sto punto panoramico è che puoi vedere la città a 360 gradi, dalla piazza davanti con la  Gran Via e il traffico di macchine-formichine delle 7 di sera, al parco del retiro dietro; non solo, praticamente Madrid è su una specie di altopiano in mezzo alla Spagna, senza colline intorno e montagne lontane, quindi si vede lontanissimo, verso l'infinito e oltre tanto per citare Buzz Lightyear.

Dunque, la foto di oggi non può che essere lo skyline che si vedeva da lì giusto giusto quando il sole tramontava:


Visto che è venerdì e visto la giornata splendida, canzone da cantare in giro col sole.


Commento finale da vecchio per rompere tutto il romanticismo del tramonto prima di scendere dal mirador:
certo che appena va via il sole fa subito freschetto, neh.

giovedì 26 febbraio 2015

La tomba solitaria di Yogurt "Fresa" Shultz

Questa è una storia a metà tra il fragoloso e l'acido.

Olim erat uno yogurt alla fragola con scadenza venti febbraio duemilaquindici; uff, è così in là che prima che sia il venti ne ho già mangiati altri duemilaquindici, pensò quello che lo comprò.
Così lo portò in casa, e lo mise sul suo ripiano del frigo insieme ad altri suoi tre amici fragolosi (sono pacchetti da 4 yogurt) e a un po' di altre cose: salumi, formaggi, latte, persino un pochino ino ino di frutta.
Le foglie cadono, gli inverni passano e lui vede gli altri a poco a poco sparire, il ripiano popolarsi di nuovi arrivati, e così via in quello che lui definì Il grande cerchio della vita frigorifera; dal momento che quasi tutti in frigo erano più giovani di lui, nessuno sapeva che quella frase l'aveva presa da uno dei film che amava guardare nelle lunghe notti a 4 gradi C, per cui passava anche un po' come filosofo agli occhi degli altri.
Le prime volte che la porta del frigo si apriva, sperava che fosse il suo turno; dopo due settimane, la luce che si accendeva divenne per lui solamente fastidiosa. Si rintanò in un silenzio meditabondo, abbandonato a poco a poco da tutti, in un angolo dietro al cartone del latte.
Scadde una mattina ventosa di febbraio, ma fece finta di nulla: rimase al suo posto, schiena dritta e petto in fuori con la scritta Fresa in bella mostra, si sa mai che qualcuno lo vedesse.
Intanto, qualcosa dentro di lui cambiò: i giorni passavano, e sentiva dentro di sè una specie di evoluzione, qualcosa che lo rendeva diverso: nello spirito, nella consistenza ma soprattutto nell'odore.
Rimase sempre più solo, il ripiano a poco a poco si svuotò di tutto e tutti; finchè una sera di fine febbraio qualcosa accadde.
Quando le ultime speranze stavano abbandonando, venne preso all'improvviso da una mano curiosa, e prima che se ne rendesse conto, venne aperto, odorato, assaggiato e nel giro di poco, buttato.
Lui non lo seppe mai, ma di fragoloso aveva ancora ben poco a parte l'etichetta: si era infatti tramutato in un vero e proprio prodotto caseario a media stagionatura.
Nel baratro plastico in cui cadde, ritrovò alcuni amici che aveva visto poco tempo prima in frigo, i quali lo accolsero come un vecchio amico, sollecitandolo a raccontare anche la sua esperienza, come tutti facevano non appena arrivati lì: con tutta la dignità di un eroe di guerra, si alzò in piedi e si fece spazio tra bucce d mandarini e gusci di uova rotti, e schiaredosi la voce incominciò:
Olim erat...

Stasera rendo omaggio al vasetto ignoto, un eremita al fresco; non ho mai messo foto in bianco e nero, ma in questo caso rende bene la drammaticità della scena:


e dedico pure una canzone alla sua anima rock e maledetta, senza paura.


Ps: domani è il mio ultimo giorno in questo appartamento, ecco perchè il mio ripiano si è svuotato a poco a poco in questi ultimi giorni; non ho più fatto spesa per finire tutto quello che c'era, ma mi ero dimenticato di quel vasetto; l'ho visto stasera finendo il latte, che punk che sono.
Beh, abbiamo più o meno vissuto in questo posto per tanto tempo uguale.
Mentre lo assaggiavo mi è venuta in mente quella scena di Notting Hill:

Spike: C'è qualcosa di strano in questo yogurt.
William: Non è yogurt, è maionese.
Spike: Ah, allora è buona!

mercoledì 25 febbraio 2015

Cinema d'essai

Stasera recensione e critica spietata, ma soprattutto come si dice..ATTENZIONE SPOILER!

Il mercoledì il cinema costa meno, per cui andiamoci al volo!
Tutti un po' stanchi, poca voglia di andare in centro in un cinema sicuramente bello ma affollato sulla gran via,per cui troviamo un multisala un po' in periferia, dentro un centro commerciale che per darvi un'idea potrebbe assomigliare molto come posto e zona alle Gru du Grugliasco, o più verosimilmente a tutti i centri commerciali in periferia in effetti.
Uhm...cinema in lingua spagnola...la veggo buia. Meglio scegliere qualcosa di non troppo spesso, abbastanza comprensibile....evitiamo magari La teoria del tutto, che volevo vederlo ma magari me lo guardo in italiano; American Sniper anche no grazie, Birdman anche quello volevo vederlo bene e capirci qualcosa...beh rimane un film solo praticamente: rullo di tamburi, prendiamo i biglietti per El destino de Jupiter (in italiano: Jupiter, il destino dell'universo).
Massì, astronavi, esplosioni, gnocca di turno (Mila Kunis)...non dev'essere troppo impegnativo.
...
Beh, GRAN CACATA.

Ok, parte la nerdata fantascientifica.
L'impegno bisogna mettercelo eccome, per vederlo.
Zero e sottolineo zero trama, prima cosa.
E già qui.
Poi è tutto pretestuoso, gratuito e dozzinale, qualsiasi cosa.
Non so e non mi interessa se è tratto da un libro o no, ma non c'è nulla, nulla nulla di originale; per me è stato tutto un susseguirsi di scene già viste in altri film, primo fra tutti I guardiani della galassia (decisamente figo, invece); ok che i due film sono usciti a pochi mesi di distanza e quindi erano più o meno in lavorazione insieme, ma chissenefrega: è scopiazzato alla grande, ma proprio alcune scene pure.
Gli alieni che vogliono rapire la protagonista ('mazza che ideona eh?) sono esattamente come quelli di Roswell, piccoli-magrolini-testagrande-occhinerienormi, ma perchè? ah no aspetta, poi viene il bello: non sono gli unici alieni. Vogliamo mica farci mancare la cacciatrice di taglie spaziale alias fichetta orientale con pettinatura cyberpunk meshata di blu con tanto di codini che fa un po' Blade Runner rimasticato?pure con i tatuaggi a fiorellini sulla fronte.
Poi: la reggia dei cattivi è pari pari, anzi, un misto tra Granburrone, la città degli elfi del Signore degli anelli, e il regno di Asgard di Thor.
Non solo: il cattivo principale è praticamente Loki, ma con la voce di Voldemort, e ha pure le orecchie a punta (necessario?).
Ma continuiamo con le cose gratuite: gli scagnozzi del cattivo sono COCCODRILLI ANTROPOMORFI CON LE ALI E IL GIUBBOTTO DI PELLE. No, davvero. Perchè? boh.
Questo miscuglio di razze aliene che si vede sulle varie astronavi (non più di uno per razza però) non si vedeva dai tempi di Man in Black credo: solo che era tipo il 1997, ma lì più o meno filava.
Per continuare con le scopiazzature, le scene della famiglia a tavola mi han ricordato un po' quelle di Ogni cosa è Illuminata, ma vabbè ci può anche stare; quello che proprio non ci sta è la protagonista che mentre fugge in macchina con il protagonista ferito attraverso i campi di grano (Interstellar?), trova  un bell'assorbente nel portaoggetti dell'auto (come dice lei stessa è la macchina di una donna, queste cose ci sono sempre) e glielo schiaffa sul petto per tamponare (di nuovo, ma perchè?).
Poi, gli stivali volanti -MAPERFAVORE- sono esattamente la stessa cosa dell'aliante del Goblin di Spiderman; tuttavia, in tutte queste astronavi, tute spaziali, schermi e pannelli touch screen a ologrammi e quant'altro (uguali quasi in tutto e per tutto di nuovo ai Guardiani della Galassia), su Giove c'è un bel po' di burocrazia e uffici pieni di (tenetevi forte) raccoglitori da ufficio, quaderni ad anelli e bei mobili di legno modanati.
A questo punto uno non sa più cosa dire, dai. Sto esagerando?
Non è finita.
I fratelloni Wachowski (quelli di Matrix), anzi i Wachowskis come appare nei titoli di coda (ma che sono diventati, una band?), decidono bene di ricilare la fantastica ideona di Matrix (appunto) di utilizzare gli umani in qualche modo, non sto qui a spiegare come; beh complimentoni davvero comunque.
Non è -ancora- finita; naturalmente, quando la protagonista sta per sposare il cattivo (eeeeeeh??) irrompe in chiesa il bello (ma dai?), che tra l'altro è arrivato lì con una specie di Jager di Pacific Rim un po' più piccolo, tipo Gundam...lasciamo stare.
In tutto sto frullato di roba, i due si danno un bacetto a metà e uno alla fine.

Riassumendo: coccodrilli volanti tamarri, esplosioni in aria a go-go, matrimoni interrotti, cacciatori di taglie pseudo-cyberpunk e burocrati pseudo-steampunk, assorbenti emostatici, armi, astronavi e alieni già visti e rivisti, rapimenti alieni e cerchi nei campi di grano.
Un bel milkshake sconclusionato, dozzinale e totalmente gratuito come si diceva prima.

Insomma, non è che mi sia piaciuto tanto, ecco.
Tanto che alla fine, riguardo a cosa avrei potuto fare invece di andare al cinema, mi sono venute in mente i mitici titoli di coda di Monkey Island 2 (mitico), che riporto qui sotto:

"OK, basta, spegni il computer e fai qualcosa di costruttivo. Come giocare a squash. O lava la tua macchina. O prepara la cena. O prendi parte a una banda funky. O viaggia in un paese straniero. O diventa Presidente Della Repubblica. O parla ad un membro del sesso opposto. O lubrifica la tua macchina. O prepara un wurstel fritto. O cerca un tesoro sepolto. O mungi una mucca. O fai una gara di abbaiate con il cane del tuo vicino. O effettua un'operazione al cervello. O dipingi una linea gialla in mezzo alla tua strada d'accesso privata. O scrivi il tuo nome nella neve. O insegna pallacanestro acquatico alle vongole. O canta le canzoni di Lucio Dalla in banca. O pianta alberi sul suolo pubblico. O confondi la persona accanto a te. O costruisci un tavolo triangolare. O trotta, balzella e salta. O cavalca un treno. O organizza il tuo cassetto delle calze in ordine alfabetico. O vai a giocare a Bowling con tua mamma. O addestra gli insetti a fare scherzi. O fai una trapunta. O pubblica una rivista sui trucioli delle matite. O mangia gelatina al limone con ananas. O asfalta un'autostrada. O impara a disegnare. O iscriviti a fotografia. O impara a parlare greco antico. O fotocopia denaro. O esci a mangiare la pasta. O cuci un vestito. O lava il tuo iguana. O vai a pesca. O dipingi la casa di uno sconosciuto di notte. O iscriviti a windsurf. O cambia lo stile dei tuoi capelli. O affila i tuoi gessetti. O dai da mangiare ad un tucano. O goditi il sole. O fai delle parole incrociate. O compra dei bei vestiti. O vai alla spiaggia. O gioca a cricket con tuo padre. O innaffia le tue piante. O costruisci una casa per le bambole. O organizza una cena con salmone e vino bianco."

Una volta ho letto su una bacheca del Poli "Fate l'amore, non fate ingegneria"; beh, posso dire fate l'amore, non andate a vedere El destino de Jupiter.


La foto di stasera riguarda la fermata della metro vicino a sto centro commerciale, mentre stavo aspettando di tornare a casa e rimuginavo sul filmone; prospettivona con un bel punto di fuga centrale, facile facile.


Beh visto che siamo in tema nerd e avendo citato Monkey Island, stasera ci sentiamo la musichetta di apertura, un bel midi del 1991, che è a dir poco bellissima!



Ps: nota al doppiaggio. Sentire un film doppiato in lingua spagnola ti fa apprezzare tantissimo quelli in lingua originale; sembrava di sentire una soap opera argentina-spaziale.


lunedì 23 febbraio 2015

Schiuma non schiuma

Frucia, frucia, frucia...
questo cavolo di shampoo non fa nemmeno la schiuma!
ho beccato l'unico fuffo in tutto il supermercato, sta a vedere.

Tornando da lavoro (bum!) vado a fare un po' di spesa, perchè ho questa stravagante idea di portarmi della frutta domani in pausa pranzo; ma stai bene? tuttapposto? sì sì tranquilli, ogni tanto ho delle svolte vegane.
Vabè comunque latte, salame, shampoo, le solite cose.

Ma ecco il dramma del lunedì: testa nella vasca, capelli tutti bagnati.
Sto cavolo di shampoo non fa la schiuma.
Mettine un po' ancora, prova. Niente.

Hai comprato il balsamo, pirla.
...
di nuovo.

Ok, vediamo di rimendiare...ci dev'essere qualcos'altro qui intorno dei miei coinquilini...
ne prendo un po' da uno, non se ne accorgerà, domani poi lo compro.
Prendo un flacone con gli occhi semi chiusi e me lo sparo in testa: un forte odore di menta piperita mi avvolge.
Ma che....ah ecco ho preso un docciaschiuma. Sciacqua, veloce (manco fosse soda).

Buona la terza: stavolta prima mi sciacquo gli occhi ben bene e prima di fare mosse avventate guardo che ci sia scritto sopra SHAMPU: bene, è alle more, per i capelli ricci; massì, dai, un goccino.

E' lunedì sera, ho i capelli morbidissimi e profumatissimi, e pure un po' consumati: mora piperita.
In cucina, confesso l'accaduto alla mia coinquilina, che si mette a ridere ma dentro so che cova vendetta.

Stasera chiudo la mia stanza a chiave.

La foto di stasera è di stamattina, alla fermata del bus: un po' di sole sullo stadio per iniziare bene la settimana!


E poi questa, che mi ascoltavo a piedi oggi, e poi perchè ho comprato un cartone di latte quasi uguale a quello del video.


Ah, ho preso pure i mandarini prima.

domenica 22 febbraio 2015

Soldi (veri) nella fontana di Trevi (finta).

Gara in bilico fino alla buca numero 18, il pubblico di età media non superiore ai sette anni trattiene a stento il fiato e segue al rallentatore con gli occhi la mia pallina infilarsi nell'ultima buca, scatenando un boato di trionfo che coinvolge persino le coppiette appartate alla Fontana di Trevi poco più in là.

Torrejòn de Ardoz, una domenica pomeriggio decisamente movimentata al Parco Europa; popolato essenzialmente da bambini e genitori con passeggini più o meno urlanti, abbiamo subito capito di essere leggermente fuori posto, ma che diamine, ci siam fatti tra metro e bus tre quarti d'ora di viaggio. E allora andiamo a vedere sto parco.
Situato in una zona periferica di un paese periferico di Madid (come se fosse l'ikea di collegno, più o meno), è una specie di parco con le ricostruzioni in scala di alcuni monumenti o luoghi famosi europei, tipo la porta di Brandeburgo, i mulini a vento, la Tour Eiffel (fatta malissimo tra l'altro), ecc,
condito con alcune giostre o attrazioni per piccini e ragazzi coinvolti in progetti di formazione che da formare hanno ancora tanto.
Beh appena entrato ero molto preso bene, ma man mano che giravamo, mi rendevo conto che è un po' una cattedrale del deserto, anzi, un deserto nel deserto; le ricostruzioni sono carine, alcune più, altre meno, ma sono poche e abbastanza distanti tra loro: unite al fatto che comunque oggi (anche se era una bella domenica di sole e faceva caldo) c'era poca gente, sembravano abbastanza isolate e desolate. La ricostruzione di Plaza del Sol, circondata da casette in diversi stili spagnoli (un po' come succede ad esempio al Pueblo Espanol di Barcellona), con nessuno in giro, sembrava una specie di villaggio west abbandonato, anzi peggio, perchè era tutto bello nuovo e per questo anche un po' inquietante, come in uno di quegli episodi Ai confini della realtà.

Di sicuro a risollevare la considerazione del parco ci ha pensato l'intramontabile Minigolf, in cui abbiamo dato vita a una partita dalle tinte tragicomiche, in mezzo a bambini che tiravano palline dappertutto, altri che piangevano, altri che litigavano e altri ancora che ci guardavano e ridevano.

Massì.

Non ci sono tanti posti dove puoi fotografare la Sirenetta di Copenaghern con dietro il Tower Bridge:



Comunque, una bella domenica di sport e solidarietà, come si dice.


Ps: davanti alla finta fontana di Trevi, c'era non poca gente che, oltre a farsi dei super selfie con quel c***o di bastoncino allungabile, gettava anche monete vere e si dava un tenero bacetto: ho visto anche dei 2 euro nell'acqua, davvero.

sabato 21 febbraio 2015

Toledo, ida y vuelta

Dalla regìa mi fanno notare che ieri non ho scritto nulla; ok ok, mea culpa, ma è che ieri non è successo nulla di che in confronto alla giornatona di oggi: Toledo!
Per cui metterò ben due foto per fare media con ieri.
Gruppo Vacanze Piemonte: partenza di buona mattina-ma-non-troppo, scegliamo di andare in pullman perchè è più economico e alla fine non è che ci mette tanto di più del treno (40 minuti)...riusciamo pure a prendere i posti in fondo, manco in gita al liceo. Contentissimi.
Insomma, tra una cosa arriviamo a Toledo verso le 11, e riusciamo a prendere al volo la navetta che alla modicissima cifra di 1,40 cocuzze ci lascia nella piazzetta centrale della cittadina, su in alto sulla collina. Decisamente un bun bunin di piazzetta; tempo di colazione in un bar, e ci buttiamo nelle viuzze con un sole splendente e un cielo azzurrissimo (evvai); viuzze piene di negozietti di souvenir
-eh, vabbè cosa pretendi!-
no ma va bene eh, anzi, si vedono le meglio e le peggio cose, dalle spade e armature medievali ai grembiuli da cucina con sopra stampato don chisciotte che gira una tortilla (ma perchè?) (e perchè no?). Una nota di colore la danno le numerosissime turiste giapponesi vestiti con leggins e gonne dai colori fluo e texture leopardate, ce ne sono in ogni dove; ma anche no.
Comunque le vie di Toledo sono bellissime, lastricate di pietra o mattoni, circondate da palazzi vecchissimi o ben restaurati: ecco un primo scatto con la torre della cattedrale sullo sfondo.


Tra le cose che da visitare, sicuramente c'è appunto la cattedrale: a dir poco bellissima, e merita da sola il viaggio a Toledo.
Le cose da vedere sono tante, e tante sono pure gratuite, come le sinagoghe o il museo del Greco (mica male!)...ma preferiamo perderci nelle stradine e girare la città in lungo e in largo, dalla cima dei punti panoramici ai ponti sul fiume in basso.
Tra le cose curiose: il distributore della coca-cola in una chiesa (non ne avevo mai visto uno prima, mah), e lo strano (ma non troppo) connubio nei negozi tra il rinomato acciaio e le spade di Toledo con tutto il merchandising del Signore degli Anelli (spade, pugnali, scudi ecc).

Con sto Don Chisciotte dappertutto, mi è venuta voglia di leggerlo; lo metterò nella To do list, come troppe altre cose.
Vabbè comunque Toledo promossa, dai.

Foto dalla cima di una torre della chiesa di....boh non ricordo il nome ora, comunque un bel ventaccio lì sopra, ma ne vale la pena:


La ciliegina sulla torta è che oggi era tutto bello e sembrava domenica, e invece domenica è pure domani.

Tornando indietro al tramonto con un cielo bellissimo e i lampioni che si accendevano per le strade, cantatevi questa in testa e non vedrete l'ora di ritornarci.